I consigli per organizzare una proposta di matrimonio adatta a voi

Se avete deciso di fare il grande passo: chiederete in sposa la vostra fidanzata. Noi di foto bouquet abbiamo deciso di farvi alcuni esempi, perché se pensate di cavarvela con un bel ristorante a lume di candela e un solitario, meglio che vi prendiate un momento per riflettere. Di fronte alla banalità della proposta, il sì non è più così scontato. Stando a un sondaggio del tabloid britannico Daily Mail, il 33% delle future spose si è dichiarata delusa dal modo in cui il compagno ha fatto la fatidica domanda. Circa un terzo ha trovato «orrendo» l’anello scelto e la metà sperava in qualcosa di più originale dell’inginocchiamento a terra. E in Francia si viaggia sulle stesse percentuali. Tanto che proprio qui è nata una nuova professione: lo sceneggiatore di domande di matrimonio. Il primo è stato un uomo, Nicolas Garreau: dal 2006 la sua azienda promette di confezionare, per ognuno, una proposta da sogno, dal successo garantito. «Abbiamo una base di trenta scenari tipo, su cui possiamo effettuare infinite varianti: si va dalla pioggia di petali di rose su un ponte al tramonto, alla limousine diretta al luogo del cuore, a un aereo affittato in esclusiva per sorvolare un paesaggio da sogno», spiega. Difficile stimare un costo preciso: per una consulenza basic si parte da 300 euro, che possono diventare diverse migliaia in base alla spettacolarità della proposta.

Partita in sordina, la sua attività è diventata un business redditizio: «Le donne sono sempre più esigenti e sanno di potersi aspettare qualcosa di poco convenzionale. Le nuove tecnologie hanno permesso a tutte di vedere i filmati di proposte davvero spettacolari: da quella sott’acqua, a quella a bordo della carrozza di Cenerentola, a quella di chi ha scelto una mongolfiera. Nostro compito è evitare ogni forma di banalità e soprattutto, ideare qualcosa in linea con il carattere della sposa».

In Italia non esiste nulla di simile, al momento: La cosa più vicina a questa nuova professione è lo speech maker, uno scrittore in affitto che, come vediamo spesso nei film americani, cura i contenuti del discorso degli sposi, o di quello dei testimoni.

Dunque, la vecchia scena in ginocchio con scatolina blu è passata di moda? Non del tutto. Almeno in Italia, il momento della domanda è sempre molto delicato e importante. Ma anche se qui da noi cominciano a vedersi della scelte anticonvenzionali, nella maggior parte dei casi il romanticismo da fiaba è ancora la strada preferita.

C’è chi osa

Marco, ricalcando una moda che arriva dagli Stati Uniti, ha messo in scena un flashmob, con decine di persone chiamate a ballare una coreografia precisa in una piazza milanese, per poi aprirsi e lasciare spazio a lui, con la domanda da un milione di dollari per la sua Eleonora. Famoso il caso di Giuseppe, che ha invece scelto il videowall del Coin di Piazza V Giornate a Milano, per chiedere in sposa Simona. La verità è che però, per ognuna, quello in cui è stata chiesta in sposa, resta un momento speciale e indimenticabile. Spesso corredato da aneddoti divertenti. Laura era alle prese con il trasloco insieme ad Andrea, quando lui, tra polvere e scatoloni, le mette al dito un cerchiolino di metallo uscito da chissà dove. Lei pensa a uno scherzo. Almeno finchè lui dice: «Forse viene meglio con questo». Valentina aveva in mente in outfit diverso, per un’occasione così speciale. Invece, un sabato sera casalingo, infreddolita indossa un pigiamone con gli orsacchiotti rosa mentre è con Luca. Esce dal bagno (ovviamente completamente struccata) e trova sul letto un orsetto di peluche bianco con tanto di biglietto con scritto “girami”. E sotto, la fatidica scatolina. «Lui spunta alle mie spalle e mi chiede “mi vuoi sposare?”. “Sììììì”, rispondo, senza nemmeno pensarci e subito dopo “Noooo non così, non con questo pigiama, non così struccata…». Sei anni dopo, quel pigiamone con gli orsacchiotti è ancora lì, gelosamente custodito. Atmosfera casalinga anche per Cristiana e Luca: «Pensavo: se mi chiede di sposarlo davanti a un piatto di bresaola schiaccio pausa e gli faccio un’inception! Invece una sera, salendo a casa, ho trovato un piccolo sentiero dell’amore fatto di petali di rose che conducevano a due girasoli e la lavagna su cui normalmente appuntavamo le cose da comprare, con la fatidica domanda». Tutte, oltre al sì, non hanno detto molto. Anche A. che si è vista portare al castello di Neuchwanstein, quello che Disney ha usato come come modello per Cenerentola. E lì, tra i giardini, lui si è inginocchiato porgendole la scatolina tanto attesa. «Piangevo così tanto che non riuscivo nemmeno a parlare». Ed è qui che torna in gioco lo sceneggiatore: «Tra pianti e singhiozzi, spesso le future spose non si godono in pieno il momento. Ecco perché vale la pena di renderlo davvero spettacolare».

 

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